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Ordine di sfilata Palio 2018

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Durante il Consiglio del Palio dello scorso 20 novembre si è proceduto all'estrazione dell'ordine di sfilata del Corteo Storico del Palio di Asti 2018.

Di seguito l'ordine di sfilata e il numero del cavallo che distinguerà, durante la corsa, ogni singolo borgo, rione o comune.


Anno 2018  
     
Ordine di sfilata Nr Cavallo Borgo, Rione, Comune
1 21 Rione San Silvestro
2 20 Comune di San Damiano
3 19 Rione San Paolo
4 18 Borgo San Marzanotto
5 17 Borgo Viatosto
6 16 Comune di Castell'Alfero
7 15 Borgo San Pietro
8 14 Borgo Tanaro
9 13 Comune di Baldichieri
10 12 Rione Santa Caterina
11 11 Borgo Santa Maria Nuova
12 10 Comune di Montechiaro
13 9 Rione San Secondo
14 8 Comune di Moncalvo
15 7 Comune di Nizza Monferrato
16 6 Comune di Canelli
17 5 Rione Cattedrale
18 4 Borgo Don Bosco
19 3 Borgo Torretta
20 2 Rione San Martino San Rocco
21 1 Borgo San Lazzaro
     

 

 

 

Damigella del Palio 2017

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2017 locandina damigelleSi terrà venerdì 20 ottobre presso il Teatro Alfieri di Asti l'elezione della Damigella del Palio. Vi invitiamo a sostenere e votare online la nostra Sara.2017 damigella

Votate e fate votare la damigella numero 2. Esprimi il tuo voto qui.

Ti ricordiamo che le votazioni si chiuderanno alle ore 23:59 di mercoledì 18 ottobre.

 

 

Aspettando il Palio

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Tema corteo storico 2016

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L’arte del fustagno ad Asti

Risale al XV secolo la decisione di Luigi d’Orléans di stimolare l’attività manifatturiera astigiana sia mediante lo scavo di un canale che derivasse l’acqua del Borbore e – permettendone l’utilizzo per azionare nuovi mulini, battitoi, seghe – sia mediante l’esonero per tre anni da ogni pedaggio o dazio sull’importazione di lana, cotone, gualdo, robbia e altre materie prime.

Il governatore di Asti Rinaldo di Dresnay confermò norme relative alla produzione del fustagno emanate da una commissione di dodici esperti nominati dal consiglio generale della città.

Si diffuse così ad Asti la produzione di fustagno, un tessuto misto di lana e cotone molto robusto, di aspetto simile al velluto, ma più economico.

Il tessuto veniva filato su dei telai e per coloralo veniva messo a bollire con foglie di erbe tintorie, la robbia (rosso) e il gualdo (blu). Le tele di fustagno venivano poi vendute sulle piazze di Savona e Genova.

Un’attività produttiva che contribuì a valorizzare le competenze tecniche e commerciali di Asti e del territorio, frutto del “buon governo” orleanese del quale trassero beneficio sia la città sia le località dell’esteso contado dipendente.

 

 

 

 

Tema corteo storico 1994

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Guido da Landriano per la seconda volta podestà di Asti


Per i suoi meriti di grande benefattore degli Astesi, Guido da Landriano è chiamato per la seconda volta a ricoprire la carica di Podestà di Asti. Si ricorda l'insediamento di Guido da Landriano giunto ad Asti, oltre che con i suoi famigliari, anche con la famiglia "pubblica", costituita da giudici, notai e "officiales" per coadiuvarlo nel disbrigo della pubblica amministrazione. Lo accompagnavano, inoltre, i berroviarii destinati a mantenere l'ordine pubblico. Al Podestà spettava anche il diritto di ordinare i supplizi capitali; per questo "poter di sangue" era sempre preceduto da un uomo che portava una spada sguainata.

Tema corteo storico 1996

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Nozze di Margherita di Savoia e Giovanni I di Monferrato


Nel giugno del 1297 si celebrava il matrimonio di Margherita di Savoia e Giovanni I di Monferrato.
Preceduti dal Vescovo, Giudice e Notaio giungevano al castello degli sposi, seguiti da cavalieri, dame, ancelle e dalle insegne delle due casate: le nozze avvenivano prima davanti al Giudice, che ne confermava la validità e, successivamente, davanti al Vescovo che le consacrava; il Notaio doveva invece redigere l'atto di costituzione della dote.
Questo festoso evento rinsaldava i vincoli fra le due Casate e consentiva a Giovanni I di Monferrato di tornare in possesso dei territori sottrattigli dagli Astigiani.

Tema corteo storico 1999

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Gli abitanti di San pietro di Guarderabio cercano rifugio ad Asti

La via Francigena, passaggio obbligato per l'Europa Occidentale e la Città Santa, non fu soltanto strada di transito per pellegrini e mercanti, ma pure teatro, nei territori attraversati, di sanguinose battaglie. Si hanno notizie, verso la fine del XIII secolo, di un'aspra guerra tra il Marchese Guglielmo di Monferrato e gli Astigiani, sostenuti dal Conte Amedeo di Savoia.
Questi ultimi furono sconfitti e inseguiti lungo le colline della Valle Versa, dove il borgo di San Pietro di Guaderabio, verso Castell'Alfero, fu messo a ferro e fuoco.
Radunati i pochi averi rimasti, gli abitanti furono costretti ad abbandonare le case e a cercare rifugio nella vicina città di Asti.

Tema corteo storico 2001

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Valentina Visconti giunge ad Asti

Il 27 gennaio 1387 in presenza di legali, fu steso il contratto di matrimonio che solitamente avveniva prima dell'incontro tra i due sposi. A Valentina Visconti, figlia di Gian Galeazzo signore di Asti e di milano, venivano assegnate in dote le terre astesi, di cui faceva parte il feudo di Castell'Alfero. Tuttavia complicazioni politiche, piccole guerriglie ed ostacoli costrinsero Valentina a rinviare il viaggio in Francia dove avrebbe incontrato il promesso sposo. Solo a metà del 1389 Valentina riuscì apartire per la Francia con gran seguito di nobili, dame, notai, il padre Gian Galeazzo e la seconda moglie di lui Caterina Visconti. Nel giugno dello stesso anno Valentina giunse ad Asti per prendere possesso delle terre avute in dote.

Tema corteo storico 2002

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La pace siglata nel 1364 tra Giovanni II Paleologo, marchese di Monferrato e Galeazzo Visconti, signore di Milano

Le ostilità tra il Marchese di Monferrato e i Visconti perduravano ormai dal gennaio 1356, quando il Marchese conquistò Asti e Castell'Alfero ne seguì le sorti. Inziò così un lungo e sanguinoso periodo di lotte e sconvolgimenti di confine causato dai capitani di ventura assoldati da Giovan II. Tra questi si distinguevano le truppe inglesi (la Compagna Biaca di Albertterz o quelle di Robn du Pin) temute per il loro comportamento efferato. Per riportare la pace intervenne Papa Urbano V che inviò, in qualità di pacere, il nunzio apostolico Padre Marco da Viterbo, dell'ordine dei frati di S.Francesco. L'opera dei legati pontifici si concretizzò il 27 gennaio 1364 con la pace fra Monferrato e Milano a condizione che i Visconti cedessero al Paleologo i territori dell'astigiano. In contropartita il Marchese avrebbe ceduto i territori del pavese e garantito la ritirata nell'Italia centrale della sanguinaria Compagnia Bianca.

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