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Svelato il nome del Maestro del Palio 2026. Il Drappo sarà dipinto dal Maestro Marco Aru e presentato alla cittadinanza in occasione della Stima del Palio prevista per sabato 2 maggio.

Marco Aru ha cominciato a disegnare fin da bambino guidato dall’istinto, dopodiché ha frequentato l’Istituto d’Arte ad Asti e l’Accademia a Firenze. Abbandonati i paesaggi e le nature morte, si è dedicato (e continua a dedicarsi) al ritratto e alla figura. La quale è rappresentata in una sintesi che va al di là del risultato che rende l’idea di un volto dipinto secondo lo spirito contemplativo che animava gli impressionisti. «Sono del parere – spiega – che riproducendo le fattezze di una persona con il linguaggio dell’astrattismo, si riesca a mettere in risalto la personalità e dare una forza particolare al suo carattere». Il discorso vale pure quando si parla della scultura, perché Aru pratica anche questa forma d’arte. Con legno, resine e altro materiale plasmabile, crea forme antropomorfe, personaggi che sembrano giungere dal mondo dei sogni e del mistero. Provetto disegnatore, all’inizio degli anni ’80 ha illustrato con tavole anatomiche un trattato di oltre mille pagine, dal titolo «Chirurgia tropicale nei paesi in via di sviluppo», scritto da due medici astigiani, Patrizia Lama e Nello Silvestri, pubblicato dal Centro Scientifico Torinese. Non trascurabile la sua attività didattica: dal 1990 al ’95 ha insegnato tecnica del restauro in un istituto di Almeria in Spagna. Sue opere sono ospitate in musei e gallerie in Italia e all’estero e tra i lavori più importanti vale la pena evidenziare il mosaico che orna la facciata del santuario della Madonna del Portone, realizzato con Massimo Calìa, e gli affreschi all’interno della chiesa. In pittura, l’artista si esprime anche attraverso sequenze tematiche che narrano la suggestione di ambienti misteriosi o seguono il processo di metamorfosi della natura, come nei quadri più recenti che formano la serie delle «Stanze cromatiche» o delle «Marine». Per Marco Aru, l’uso scientifico del colore proviene dalle lezioni di Johannes Itten, Kandinskij e dalle scale cromatiche di Klee, mentre la lenta e impegnativa trasformazione delle forme secondo lo stile dell’arte contemporanea, inizia dall’inconfondibile genialità interpretativa di Felice Casorati.

Fonte: La Stampa

Per quanto riguarda il Palio degli Sbandieratori  il ruolo di Maestro è stato affidato a Sergio Attisani, pittore e grafico astigiano. Per l’edizione 2026 realizzerà entrambi i drappi destinati alle categorie degli sbandieratori e dei musici.

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