Tema Corteo Storico 2026

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Last Updated on 17 Luglio 2026 by Admin

La cavalleria: aristocrazia guerriera, ponte tra feudo e governo cittadino

Tra XI-XII secolo, per la crescente opposizione tra i cives e le forze signorili e vescovili, si diffusero i governi comunali, basati inizialmente su un regime consolare e in seguito guidati dai podestà.

Le Città diventarono protagoniste della scena politica e amministrativa e nel caso di Asti, tra i più antichi comuni per attestazione, il governo dei consoli compare nelle fonti già nel 1095. Il processo di inurbazione, il forte commercio, le attività di prestatori di denaro richiedevano un efficace funzionamento della res publica, anche per rispondere alle mire di conquista esterne. Le famiglie astesi più potenti rappresentavano il gruppo sociale all’interno del quale venivano scelti i magistrati cittadini. Le figure che assurgevano alla guida politica appartenevano anche al ceto cavalleresco. Una milizia d’élite, che disponeva di risorse necessarie a possedere un cavallo da guerra e ad apprendere l’arte del combattimento, per rispondere alla domanda di sicurezza e alle contrapposizioni sociopolitiche, come quelle che opponevano guelfi e ghibellini. La creazione di un cavaliere era un progetto familiare: il giovane destinato alla carriera militare veniva allontanato dalla famiglia attorno ai dieci anni e affidato a un cavaliere precettore, educato ai concetti di obbedienza, lealtà, rispetto gerarchico e pietas cristiana. Istruito nel latino elementare, nelle preghiere e nella retorica, doveva poi maturare nell’esercizio fisico, governare la fatica, ma soprattutto apprendere l’arte della caccia e del combattimento. Come scudiero, doveva seguire le spedizioni militari del cavaliere precettore. Poi, passati i vent’anni, nel rito cerimoniale affrontava un bagno purificatore, la confessione e veniva accompagnato nella veglia di preghiera. Il giorno seguente, il cavaliere officiante, perché solo un cavaliere poteva crearne un altro, gli consegnava le armi e gli conferiva il titolo attraverso l’accollata!

Il colpo inferto sul collo, con la mano destra a ricordargli i doveri sacri, ai quali si era votato.

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