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Giochi e giocattoli nel Medioevo.

Il gioco fin dall’antichità ebbe un grande significato che perdurò nel tempo.

Nel medioevo tutti i bambini, seppur in forme e condizioni diverse, giocano. Il gioco alimenta la creatività e concorre allo sviluppo cognitivo e fisico di  ogni bambino attraverso processi di imitazione della vita adulta preparandoli a ciò che saranno da grandi (lavoratori, cavalieri, monaci, nobildonne, spose, madri).

La più importante iconografia dalla quale si possono elencare una serie di giochi e giocattoli a cui ispirarsi, è il famoso quadro dei “cento giochi” del fiammingo Bruegel. Tra quelli proposti, il Comune di Castell’Alfero ha scelto di rappresentare: il sonaglio, i bastoni con la testa di cavallo, la caccia alle farfalle e il gioco di far ruotare cappelli con l’uso di bastoni.

Olio su tavola (118×161 cm) di Pieter Bruegel il Vecchio, datato 1560 e conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.