Giochi e giocattoli nel Medioevo.
Il gioco fin dall’antichità ebbe un grande significato che perdurò nel tempo.
Nel medioevo tutti i bambini, seppur in forme e condizioni diverse, giocano. Il gioco alimenta la creatività e concorre allo sviluppo cognitivo e fisico di ogni bambino attraverso processi di imitazione della vita adulta preparandoli a ciò che saranno da grandi (lavoratori, cavalieri, monaci, nobildonne, spose, madri).
La più importante iconografia dalla quale si possono elencare una serie di giochi e giocattoli a cui ispirarsi, è il famoso quadro dei “cento giochi” del fiammingo Bruegel. Tra quelli proposti, il Comune di Castell’Alfero ha scelto di rappresentare: il sonaglio, i bastoni con la testa di cavallo, la caccia alle farfalle e il gioco di far ruotare cappelli con l’uso di bastoni.

