La donna nel Medioevo, dall’infanzia a promessa sposa

Fin dal suo ingresso nel mondo, la donna nel Medioevo appariva svantaggiata. Tra l’altro la nascita di una bambina provocava nel padre preoccupazioni per la dote che le avrebbe dovuto fornire.

L’educazione femminile era quasi totalmente trascurata e le ragazze vivevano per lo più nell’ambiente famigliare, fatta eccezione per i momenti in cui accompagnavano la madre alle finzioni religiose. Si cercava di non lasciare tempo libero alle ragazze, poiché l’ozio era ritenuto un cattivo consigliere. Una stanza del castello, la “stanza delle dame”, era riservata alla donna nobile: lì ricamava, chiacchierava e scambiava segreti con le sue dame di compagnia. Le donne ricche, oltre a pensare all’abbigliamento e alla propria bellezza, potevano anche imparare a leggere e scrivere, ma in genere nona approfondivano gli studi: l’istruzione superiore era riservata pressoché solo agli uomini.

Le bambole sono quasi un anticipo del destino. Sono pochissime le immagini medievali ce illustrano le bambine mentre giocano: le piccole ritratte con in mano una bambola appartengono alle classi sociali più elevate. I questo caso però, l’oggetto, più che un divertimento, serve probabilmente ad anticipare il futuro che le aspetta: spose e madri in alternativa alla diffusa tendenza alla monacazione.